Politica, corruzione e voti Tra i testi il comandante Molino


il 11 Luglio 2019 - 17:18

processo sibilla

Politica, corruzione e voti
Tra i testi il comandante Molino

Presente in aula l’ex sindaco Roberto Barbagallo.

CATANIA. L’incontro a casa dell’allora sindaco di Acireale Roberto Barbagallo, al centro dell’accusa di induzione indebita a promettere utilità, in concorso con l’agente di polizia municipale Nicolò Urso e con i venditori ambulanti Salvatore e Sebastiano Principato, nell’ambito del processo scaturito dall’inchiesta denominata Sibilla, è stato argomento centrale dell’ultima udienza. Barbagallo, secondo l’accusa, avrebbe ottenuto sostegno per la candidatura all'Ars di Nicola D'Agostino dai due commercianti ambulanti, e in cambio avrebbe consentito loro di lavorare indisturbati nonostante alcune irregolarità emerse nel corso di un controllo ad hoc.

Prima dell’escussione dei testimoni citati dal pubblico ministero Fabio Regolo, gli avvocati dell’ex primo cittadino, Pierfrancesco Continella ed Enzo Mellia, hanno presentato istanza al tribunale, presieduto dal giudice Rosa Alba Recupido, per la produzione di un dischetto contenente una registrazione audio captata davanti alla stanza del sindaco, al palazzo di città, e della relativa trascrizione effettuata dal consulente tecnico di parte. Evidenziate infatti delle difformità sostanziali con quanto trascritto dai finanzieri. Istanza rigettata però dal tribunale, al termine di una breve camera di consiglio, poiché ritenuta tardiva e priva dei connotati di rilevanza. A seguire attentamente in aula tutte le fasi del processo l’ex primo cittadino Roberto Barbagallo.

L’INCONTRO DAL SINDACO. Hanno negato, davanti ai giudici della terza sezione penale del tribunale di Catania, che l’incontro svolto nell’ottobre del 2017 a casa di Roberto Barbagallo fosse stato organizzato per discutere di questioni elettorali o di un controllo compiuto nei giorni precedenti dal luogotenente della polizia municipale Nicolò Urso ai fratelli Salvatore e Sebastiano Principato, venditori ambulanti di frutta. A parlare in aula, su richiesta del pm, i testi Rosario Trovato, pescatore subacqueo, amico dei fratelli Principato, e l’ex consigliere comunale di Acireale Filippo Raimondo. Quella riunione, secondo quanto riferito dai due testimoni, sarebbe servita esclusivamente per chiarire i motivi per cui i fratelli Principato, impegnati anche nella raccolta della carta e del cartone nei supermercati di Acireale, non potessero più svolgere tale attività. Il sindaco avrebbe spiegato loro che il motivo era collegato al recente avvio della raccolta differenziata. Su richiesta della difesa, Rosario Trovato ha poi chiarito il contenuto di un’intercettazione. La frase pronunciata non sarebbe stata “abbruciamu i catti” (bruciamo le carte) ma “abbruciamu i tappi” (bruciamo le tappe). E’ stato invece più volte richiamato dal presidente Recupido il teste Angelo Callari, zio acquisito dell’imputato Sebastiano Principato. L’uomo ha dichiarato di non ricordare nulla della telefonata ricevuta dal nipote dopo l’incontro con il sindaco. Il pubblico ministero ha chiesto chiarimenti in particolare su una frase pronunciata dal teste, “ma iddu ti cercau pecche volu u voto”. Callari non ha fornito alcuna spiegazione, dichiarando di non essere mai stato interessato alle elezioni.

IL CONTROLLO. Altro argomento al centro dell’udienza è stato il controllo amministrativo compiuto dal luogotenente Nicolò Urso, su richiesta dell’allora sindaco Barbagallo, agli ambulanti Principato. Sul banco dei testimoni il comandante della polizia municipale di Acireale Antonino Molino. “All’epoca non venni informato del controllo compiuto da Urso, su richiesta del sindaco, nei confronti dei fratelli Principato – ha detto il teste su richiesta del pm Regolo - E’ uno dei compiti istituzionali della polizia municipale fare controlli agli abusivi ma erano gli agenti Rapisarda e Zagami gli addetti a questo servizio”. Il comandante ha poi chiarito: “Un appartenente al corpo municipale può ricevere ordini direttamente dal sindaco, essendo capo della polizia municipale, di solito però ci si rivolge al comandante che poi organizza il servizio”.

I difensori dell’ex sindaco, gli avvocati Continella e Mellia, hanno chiesto se fossero giunte lamentele per l’occupazione del suolo da parte dei fratelli Principato. “Segnalazioni e lamentele mai scritte – ha spiegato il comandante - e a cui non avevo dato peso perché, abitando in zona, sapevo che i Principato svolgevano l’attività in modo legittimo. Le lamentele provenivano dagli altri ambulanti a posto fisso. Una questione legata alla concorrenza”. La prossima udienza è stata fissata per il 26 settembre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


il 11 Luglio 2019 - 17:18