L'album dei narcos etnei I verbali del trafficante Filippini


il 11 Giugno 2019 - 05:00

L'INCHIESTA

L'album dei narcos etnei
I verbali del trafficante Filippini

Francesco Filippini, detto Ciccio Giacca, ha vuotato il sacco. L'indagine della Guardia di Finanza.

CATANIA - Era intercettato. Gli investigatori del Goa (la sezione antidroga della Guardia di Finanza) seguivano i suoi movimenti in diretta. Così Francesco Filippini, detto Ciccio Giacca, è stato beccato mentre organizzava un carico di stupefacente proveniente dal nord Italia. Ma Filippini ha deciso di vuotare il sacco ai militari delle fiamme gialle. Ed ha così scattato una sorta di album dei narcos catanesi.
E le sue rivelazioni sono state pubblicate in esclusiva sul mensile S in edicola.

I suoi verbali, datati 2016, sono inseriti negli atti dell’ultimo blitz antidroga della Finanza. Ciccio Giacca ha spiegato chi erano i destinatari di diversi carichi di hashish. E si parte dagli intermediari Giuseppe Maggiore, coinvolto nella retata, e Vincenzo Oneto. Ma facciamo parlare Filippini: “Le persone che ricevevano carichi di stupefacente in provincia di Catania da parte di Giuseppe Maggiore ed Vincenzo Oneto, oltre a me, erano Salvatore Stivala di Militello in Val di Catania, Alfio Maggiore detto Graziano, nipote di Giuseppe Maggiore (che fa il cantante neomelodico), e Valentino Orazio Maggiore, sempre nipote di Maggiore”.

Ecco spiegato il sistema: “Giuseppe Maggiore e Oneto in sostanza acquistavano hashish a Torino e poi lo rivendevano a noi ad un prezzo maggiorato comprensivo del trasporto. Lo stupefacente che acquistavo poi lo rivendevo a mia volta ad altri fornitori ma ancora prima della partenza di Torino già vi era l'accordo sia con me per il primo acquisto sia con la persona che da me doveva acquistare il carico”. Insomma un sistema a cerchi concentrici.

E Filippini avrebbe rifornito teste da novanta della mafia catanese, alcuni di questi poi diventati pentiti. “Tra le persone che acquistavano da me carichi di hashish, vi erano tale Santoro detto "scheletro" che era latitante e che ho visto sul giornale che da poco è stato catturato (si riferisce ad Arnaldo Santoro, cugino di Saitta conosciuto come Salvuccio U Scheletro, arrestato proprio in quel periodo dalla polizia dopo essere sfuggito a un blitz), Maurizio Arena di Librino, tale Iano detto "occhiolino" che di solito vedevo al traforo (via Belfiore a San Cristoforo) al quale ho venduto circa 5 volte dei carichi”. Quest’ultimo è Sebastiano Sardo, detto occhiolino, da poco diventato collaboratore di giustizia.

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il 11 Giugno 2019 - 05:00