Aci Castello e le coalizioni variabili Veleni, polemiche, "tradimenti"


il 15 Aprile 2019 - 05:34

Verso il voto

Aci Castello e le coalizioni variabili
Veleni, polemiche, "tradimenti"

E' corsa a tre sotto il castello.

ACI CASTELLO - Corsa a tre per raccogliere il testimone di Filippo Drago.
Più che un testo verghiano le amministrative castellesi richiamano alla mente un romanzo d’avventura. Gli ingredienti ci sono tutti: il castello, il Drago, le accuse di tradimento e le composite alleanze per raccogliere una grossa eredità. Il decennio di Filippo Drago è giunto ormai al termine e la corsa alla successione ha scosso le fondamenta della comunità castellese. Sul palcoscenico elettorale vanno in scena “dinamiche locali” che non si possono leggere indossando le lenti classiche della politica nazionale. Un fatto già appurato in occasione di altre contese amministrative all’ombra del vulcano: tra un richiamo al civismo e uno scatto in avanti rispetto alle segreterie provinciali dei partiti, gli schieramenti in campo risentono delle scelte dei singoli che spesso, e volentieri, hanno dalla loro l’appoggio di veri e propri big. Combinazioni da prendere con le pinze.

La comunità di Aci Castello si prepara all’appuntamento con le urne dopo il decennio Drago, si diceva. E proprio intorno all’ex primo cittadino ruota la contesa odierna che vede duellare due volti noti della fu maggioranza: il vice sindaco di Drago, Ezia Carbone, e il presidente del consiglio comunale, Carmelo Scandurra. Antonio Bonaccorso, invece, veste i panni del terzo incomodo. L’ex consigliere comunale pentastellato forte del ruolo di “signor no” ai tempi della sindacatura Drago mira a mietere consensi potendo vantare un curriculum da oppositore “duro e puro”. Il punto debole della sua corsa è il fatto di avere dietro di sé una sola lista a sostegno: quella del Movimento Cinquestelle. Più ingarbugliata la vicenda che ha portato allo strappo nella maggioranza di Drago e alla nascita delle due compagini a sostegno di Carbone e Scandurra. Ma andiamo con ordine e facendo una premessa: la maggioranza uscita dalle urne cinque anni fa si riuniva intorno a un centrodestra abbastanza classico che nel tempo si sfilaccia a livello nazionale con conseguenze a cascata sui territori. Tutto cambia e molti consiglieri e assessori dell’ex sindaco si avvicinano al nuovo centrosinistra di marca renziana che nel catanese risponde ai nomi del deputato regionale Luca Sammartino e della senatrice Valeria Sudano. Uno di questi è proprio Scandurra, ex An, che approda al lido sammartiniano insieme ad altri pezzi di maggioranza senza adesioni formali al partito.

Il governo cittadino va avanti fino ai distinguo dei tempi più recenti. La trama della storia, come in tutti i romanzi d’avventura, prevede a questo punto una lotta per la successione. Il sindaco individua in Ezia Carbone la sua erede lasciando l’amaro in bocca a diversi compagni d’avventura che si sarebbero aspettati un passaggio decisionale condiviso. La storia va oltre: il sindaco ritira le deleghe a tre assessori (Di Modica, Danubio e Romeo) accusati di “tradimento”. Terminata l’esperienza alfaniana di Ncd, Carbone veste oggi la casacca azzurra di Forza Italia, la docente da sempre vicinissima al senatore Firrarello e all’ex sottosegretario Castiglione, tiene alto il vessillo dell’esperienza amministrativa targata Drago. A suo supporto ci sono tre liste: “Grande Aci Castello” di matrice lombardiana, “Forza Italia” ed “Ezia Carbone sindaco”.  Un mezzo centrodestra, al netto dell’assenza delle liste di FdI e Lega (e qui la storia potrebbe allargarsi a macchia d’olio vista la durissima contesa che ha avuto come protagonista proprio l’ex cittadino) e alla luce del peso ridimensionato delle segreterie provinciali che fanno un passo indietro davanti alle scelte personali dei loro riferimenti sul territorio.

Esponenti di svariate compagini di centrodestra si trovano così nelle liste a sostegno di Scandurra. Il candidato conta sull’effetto trascinamento delle sette liste civiche che fanno soffiare il vento in poppa alla coalizione: Patto Civico, Movimento Civico, Aci Castello nel cuore, Vivi Aci Castello, Insieme per Aci Castello, Popolari per Aci Castello, Movimento per lo sviluppo territoriale. Si ridimensiona notevolmente il peso delle segreterie politiche e molto è determinato da alchimie locali con la benedizione di qualche deputato. La corazzata “civica” può contare su una pattuglia composita che va all’ex assessore Salvo Danubio, molto vicino al duo Sudano-Sammartino, all’ex consigliere Antonio Maugeri (in corsa con “Aci Castello nel cuore”) legato al deputato regionale D’Agostino che negli anni scorsi ha ricoperto un ruolo di opposizione.

Ci sono storici antagonisti di Drago ed ex sostenitori delusi: si passa da esponenti storici del Pd come l’ex consigliere comunale Maurizio Marino (Patto civico) a Nando Cacciola sammartiniano con un passato megafonista candidato nella lista “Movimento per lo sviluppo territoriale” passando per esponenti di centro destra come Marco Calì di FdI, Santo Grasso ex consigliere di fede leghista e l’ex assessore Massimiliano Di Modica eletto cinque anni fa tra le fila di Ncd (tutti e tre in corsa sotto l’insegna di Popolari per Aci Castello). Tra supporter, oppositori, ed ex sostenitori critici alla fine tutto sembra ruotare intorno all’ex sindaco Filippo Drago che dieci anni dopo continua a tenere banco.

 

 

 

 

 

 

 

 


il 15 Aprile 2019 - 05:34