Mafia e security delle discoteche I fratelli Zuccaro restano in carcere


il 13 Aprile 2019 - 05:38

il gruppo di san cocimo

Mafia e security delle discoteche
I fratelli Zuccaro restano in carcere

Inchiesta Zeta: la decisione del Tribunale del Riesame.

CATANIA - Solo un annullamento. Il quadro accusatorio dell'inchiesta Zeta che ha azzerato il gruppo mafioso di San Cocimo, storicamente legato alla famiglia del boss ergastolano Maurizio Zuccaro, ha retto davanti al Tribunale del Riesame. Ha lasciato il carcere Antonino Sentina: i giudici della Libertà non hanno confermato la misura cautelare emessa dal Gip. L'ordinanza è stata eseguita il 20 marzo scorso quando è scattato il blitz della Squadra Mobile di Catania. Diversi degli indagati, va detto, hanno rinunciato al Riesame. Restano dietro le sbarre però i due fratelli
Zuccaro: Rosario e Filippo. Sono stati annullati invece dallo stesso giudice per le Indagini preliminari i domiciliari nei confronti della madre, Graziella Acciarito. La moglie del boss, coinvolto nell'operazione, è tornata in libertà subito dopo l'interrogatorio di garanzia.

Gli altri indagati sono Luigi Gambino, alias Gino 'u longu, Angelo Testa, Carmelo Giuffida (Melu ' u pisciaru), l'ex soldato dei Cursoti Francesco Ragusa (meglio conosciuto come Francu 'u sceriffu), Michele Colajanni, Giuseppe Verderame, Giovanni Fabio La Spina e Simone Giuseppe Piazza. Questi sarebbero i componenti, tra vertici e soldati, del gruppo di San Cocimo che ha come roccaforte territoriale piazza Machiavelli, a nord del rione San Cristoforo.

Al centro delle indagini, coordinate dai pm Andrea Bonomo e Alfio Gabriele Fragalà, la gestione della security della discoteca Ecs Dogana: i santapaoliani avrebbero imposto come bodyguard i loro uomini. E inoltre i titolari del locale avrebbero pagato come estorsione tre mila euro al mese al clan. Tra le mura della discoteca si sono svolti anche summit tra Zuccaro e il boss dei Cappello Massimiliano Salvo (oggi al 41bis) per la spartizione della gestione del servizio di security. Che in un primo momento il capomafia dei Cappello, anche per rispetto del profilo criminale di Maurizio Zuccaro, avrebbe lasciato nelle mani del figlio Rosario. Ma poi con diverse azioni, anche di fuoco, avrebbe portato Zuccaro jr a rinunciare.

Dalla Vecchia Dogana si arriva ad un ristorante della scogliera, gestito fino a poco tempo fa da una società poi messa in liquidazione che vedeva tra i soci Michela Gravagno, moglie di Alessandro Scardilli (tra i titolari dell'Ecs Dogana e quindi vittima del sistema criminale, ndr) che è considerata la 'testa di legno' di Rosario Zuccaro. La donna infatti è accusata di intestazione fittizia.

Ad ispirare il nome all'inchiesta è l'appellativo artistico di Filippo Zuccaro, noto cantante neomelodico che sul palcoscenico è conosciuto come Andrea Zeta. Il suo ultimo concerto al Metropolitan ha registrato il tutto esaurito. Per la magistratura catanese il secondogenito del boss Maurizio Zuccaro avrebbe diretto le fila, insieme al fratello Rosario e sotto le direttive del padre detenuto, del gruppo criminale di San Cocimo.


il 13 Aprile 2019 - 05:38