Candidato etneo o rischio strappo Un "caso Catania" in Forza Italia


il 12 Aprile 2019 - 13:20

verso il voto

Candidato etneo o rischio strappo
Un "caso Catania" in Forza Italia

Nel giro di pochi giorni Silvio Berlusconi sarà chiamato ad assumere una scelta che non potrà non produrre conseguenze.

CATANIA - Non soltanto Catania o Palermo, ma anche Antonio Tajani o Gianfranco Micciché. Nel giro di pochi giorni Silvio Berlusconi sarà chiamato ad assumere una scelta che non potrà non produrre conseguenze.
Il nodo delle candidature alle Europee rischia infatti di diventare un boomerang, un problema per il partito. E l'origine e la soluzione della questione vanno cercate nella città di Catania. Venisse meno il candidato catanese, la resa dei conti sarebbe immediata. Intanto c’è già chi comincia a sussurrare le parole "disimpegno" e "scissione". Dietro la richiesta del sindaco di Catania, nonché commissario provinciale degli azzurri, Salvo Pogliese, di non tralasciare un territorio che negli ultimi anni ha tenuto il campo rispetto al calo generalizzato di consenso dei berluscones siciliani e non, c’è tanto. La difficile convivenza con Gianfranco Micciché e le divergenze (persino linguistiche) sulla gestione del dossier migranti.
Nelle ultime ore sarebbe tornato il nome di Basilio Catanoso: in quel caso, a restare fuori sarebbe Giuseppe Milazzo. Ma l'ex deputato catanese smentisce la voce. Salvo Pogliese, così, si affida all’opzione Giovanni La Via, eurodeputato uscente che però deve fare i conti con chi non ha ancora digerito il passaggio nell’Ncd di Angelino Alfano e l’impegno al fianco di Fabrizio Micari (candidato del centrosinistra siciliano) alle scorse Regionali. In un momento in cui l’opzione di candidare un ex An è fuori dall’agenda azzurra, Pogliese è costretto a difendere le ragioni dell’identità catanese ingoiando un rospo. Non si tratta strettamente di un derby, tuttavia c’è da segnalare un rimescolamento di carte imprevedibile fino a qualche mese fa, quando il sindaco di Catania era convinto di poter gestire in tranquillità un’opzione di maggioranza sulla scorta anche dell’exploit di cinque anni fa nella corsa verso Bruxelles. Il nome in pectore, come detto, era quello dello storico compagno di viaggio Basilio Catanoso. Quest’ultimo, anche dopo i tentativi delle ultime ore, ha però fatto un passo indietro carico di risentimento. Sentimento che affonda ai giorni in cui Gianfranco Micciché ha sponsorizzato la candidatura di Giuseppe Milazzo, attuale capogruppo azzurro all’Ars.
Al momento però non basta neanche l’uscita pubblica del presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani a favore di Giovanni La Via quale candidato di Forza Italia nel collegio Isole (assieme al sardo Salvatore Cicu) a chiudere la questione. Semmai ha fatto emergere una difformità di velocità e intenti dentro Forza Italia. L’outing di Tajani è arrivato al cospetto di un’assemblea più che qualificata, la delegazione azzurra in Europa convocata all’hotel Thon di Bruxelles. Un tema, quella dell'assenza di un candidato che rappresenti la Sicilia orientale, riproposto ieri nel corso della direzione del partito. Mentre qualche ora prima, a Palazzo Spinelli, Salvo Pogliese e Gaetano Armao erano impegnati nei lavori del Comitato delle Regioni. Addirittura, sarebbe stato proprio quest’ultimo, qualche ora prima, a informare un La Via in cerca di conferme che stesse per arrivare una “notizia positiva”.
Tajani o no, la questione è assai complessa e la coperta molto corta. Perché, tralasciando la conta al femminile per la compilazione delle liste, il sovraffollamento di maschietti è alto. Su quattro da schierare, in quattro hanno già la maglia sulle spalle: Silvio Berlusconi capolista, Saverio Romano (blindato da un accordo gestito direttamente da Arcore) e i già citati Cicu e Milazzo. Tutti moderati e tutti extra catanesi. Chi dovrebbe lasciare per far entrare La Via - nel caso in cui l'ipotesi Catanoso fosse davvero tramontata - e ricucire con un Pogliese che al momento sta tentando ogni mediazione? Due le ipotesi: o la clamorosa rinuncia dell’ex premier o un colpo di bianchetto sul nome di Milazzo. Questa seconda opzione metterebbe all’angolo Gianfranco Micciché - che potrebbe però essere risarcito politicamente con la candidatura di Stefania Prestigiacomo - aprendo quindi un nuovo fronte di contesa in FI, quello palermitano.
A Catania, però, del litigio in Forza Italia potrebbe beneficiare l’ex sindaco Raffaele Stancanelli, candidato in FdI e ai ferri corti con Diventerà Bellissima, il movimento che fa capo a Nello Musumeci e che lo stesso esponente di Palazzo Madama aveva contribuito a fondare. Perché un’eventuale sconfitta interna dei berluscones catanesi, in buona parte ex An, costringerebbe l’elettorato più di destra a delle valutazioni su come spendere il proprio voto. Si tratta di una galassia rispetto alla quale Stancanelli è in sintonia per storia e linguaggio. Ma è anche un altro a poter beneficiare di questa disputa, ed è Matteo Salvini in persona. Che potrebbe brucare dentro un campo ritenuto un tempo ostile, ma oggi abitato da amici: “ex fascisti e terroni”.


il 12 Aprile 2019 - 13:20