Abusi sessuali su moglie e figlio Violenza e minacce: orco in galera


12 Aprile 2019 - 10:21

orrore tra le mura domestiche

Abusi sessuali su moglie e figlio
Violenza e minacce: orco in galera

La donna e il bimbo di 12 anni sono in una casa protetta.

CATANIA - Un'altra storia di violenza. Ancora orrore all'interno delle mura domestiche. Episodi al limite della depravazione. Un 36enne è finito in galera per violenza sessuale ai danni della moglie e di abusi ai danni del figlio minore. In alcuni casi l'ha costretta anche a subire atti sessuali da parte di altri uomini. Ma le accuse mosse dalla Procura non finiscono qui: il catanese è indagato per i reati di maltrattamenti contro familiari, lesioni personali aggravate, violenza sessuale aggravata, commessi in danno della moglie, di 40 anni, nonché di atti sessuali commessi sul figlio minorenne, di 12 anni. I carabinieri della Stazione di Catania Ognina lo hanno arrestato.

LE MINACCE. Le indagini, coordinate dal pool di pm qualificati sui reati che riguardano la violenza di genere, hanno messo in evidenza le azioni aberranti poste in essere dal coniuge nei confronti della moglie relegata "ad una condizione di donna oggetto - scrivono i magistrati -  privata della propria dignità di consorte e madre. L’uomo, alla presenza dei tre figli minori, mantenendo un atteggiamento aggressivo, minaccioso e prevaricante - scrivono ancora gli inquirenti - nei confronti della moglie, picchiandola abitualmente con pugni e calci al viso, al corpo ed alle cosce nonché cingendole le mani al collo per soffocarla, minacciandola di morte con un coltello, fino ad arrivare a cospargerle il capo con del liquido infiammabile <<ora ti do fuoco perché devi morire>>, lanciandole addosso ogni sorta di suppellettile, mentre la apostrofava con epiteti irripetibili, altamente lesivi della dignità della persona offesa, assumeva di fatto una posizione di totale supremazia generando nella donna una totale sottomissione psicofisica".

L'ORRORE DEI GIOCHI EROTICI. "La vittima ha dovuto patire umiliazioni ben più gravi consistite - scrivono gli inquirenti - sempre sotto minaccia di morte ha dovuto subire atti sessuali – nella specie palpeggiamenti alle parti intime – da estranei e a praticare del sesso orale a quest’ultimi. Tutto in presenza del marito ed in luoghi appartati scelti dall'arrestato".

IL FIGLIO INNOCENTE. La depravazione di quest'uomo l’ha spinto addirittura verso l’inimmaginabile: la donna -scrivono i magistrati - è stata  costretta a suon di schiaffi, pugni e calci, a toccare nelle parti intime il loro bambino che in quel momento avrebbe avuto la colpa di dire: "papà è scemo…È un pazzo!"".

LA DENUNCIA E L'ARRESTO - Il coinvolgimento del figlio ha permesso alla donna di fare la scelta giusta. E quindi di denunciare. "La crudele circostanza - si legge nella nota della Procura - ha spinto la donna, in un ultimo residuo di lucidità, a chiedere aiuto ai carabinieri ai quali ha denunciato tutto quanto patito negli ultimi due anni di matrimonio, consentendo agli inquirenti di comporre un quadro indiziario a carico dell’indagato che non ha lasciato alcun dubbio al giudice il quale, accogliendo la richiesta del magistrato titolare dell’indagine, ha emesso la misura restrittiva. Il 36enne è stato rinchiuso nel carcere di Catania Piazza Lanza. La moglie e i tre figli sono stati collocati in una struttura protetta.


12 Aprile 2019 - 10:21