Asili nido, le precisazioni del Consorzio "Il glicine"


09 Febbraio 2019 - 12:06

la nota

Asili nido, le precisazioni
del Consorzio "Il glicine"

La cooperativa gestisce il servizio, sospeso dal mese scorso.

CATANIA - Caos asili nido, il cui servizio è sospeso da settimane. La cooperativa Il Glicine, che lo ha in gestione, precisa la propria posizione, evidenziando le difficoltà presenti e i sacrifici passati del consorzio e 
delle lavoratrici che non percepiscono stipendio da mesi. "Le ultime vicende che hanno visto quale soggetto passivo il Consorzio Glicine nella gestione del servizio ausiliario negli asili nido comunali di Catania - si legge in una nota - ci costringono a procedere a una ricostruzione dei fatti così come accaduti dall’assegnazione del servizio e fino a oggi, nonché a una valutazione della situazione creatasi.

Fin dall’inizio - scrive il legale rappresentante - il Comune di Catania, in una situazione economica finanziaria di grande sofferenza, che ha poi comportato la bocciatura del bilancio preventivo dell’anno 2018 e la dichiarazione di dissesto, non ha mai ottemperato agli obblighi assunti con il contratto di servizio stipulato con il Consorzio Glicine che si era aggiudicato l’appalto, non assicurando il pagamento mensile delle fatture e costringendo il Consorzio a utilizzare strumenti finanziari per poter garantire la retribuzione agli operatori e il pagamento delle imposte e dei contributi previdenziali.

Il pagamento di questi ultimi era assolutamente obbligatorio, in quanto solamente la correntezza contributiva avrebbe consentito la prosecuzione del servizio. E' da precisare che, nonostante il ritardo, il consorzio aveva anticipato, rispetto a quanto erogato dal Comune, il pagamento di tre mensilità agli operatori In data 4 agosto 2018, perdurando tale situazione, il Consorzio comunicava al Comune di Catania che, stante il mancato pagamento delle fatture relative ai mesi da gennaio a giugno 2018, il servizio non sarebbe stato riattivato al rientro dalla chiusura estiva.

Il Comune - spiega ancora - con nota del 29/8/18, ribadiva la necessità di riattivare il servizio, impegnandosi a porre in essere quanto necessario per la liquidazione di almeno due mensilità pregresse. Il consorzio quindi, sulla scorta di tale impegno, comunicava che avrebbe riattivato il servizio, anche in considerazione della disponibilità prestata dalle lavoratrici. Nonostante però l'impegno assunto, il Comune non provvedeva a corrispondere la somma dovuta e il Consorzio, conseguentemente, comunicava la sospensione del servizio a far data dal 1.11.18.

Di contro - precisa la nota - il Comune, ancorché non avesse ancora provveduto ad alcun pagamento, invitava il Consorzio al rispetto del contratto di appalto, ribadendo la necessità di non negare un servizio alla collettività. In data 9.11.18 si teneva una riunione tra i rappresentanti del Comune, l'Assessore alle politiche sociali, le OOSS.e il Consorzio Glicine nel corso del quale il Comune assicurava il pagamento di due mensilità entro la fine dell'anno e il Consorzio assicurava che avrebbe provveduto al pagamento delle retribuzioni relative ai periodi cui si riferivano le fatture saldate.

Il Consorzio, fino a che gli è stato consentito dalla situazione economica ha corrisposto ai dipendenti le retribuzioni e ciò ancor prima che fossero liquidate le fatture relative ai mesi di effettuazione del servizio, come si evince dal seguente prospetto

Fattura novembre 2017, riscossa il 16.3.2018, retribuzione relativa pagata il 21.12.17;

fattura dicembre 2017, riscossa il 30.5.18, retribuzione relativa pagata il 21.3.18;

fattura gennaio 2018, riscossa il 4.9.18, retribuzione relativa pagata il 21.3.18;

fattura febbraio 2018, riscossa il 23.10.18, retribuzione relativa pagata il 9.5.18;

fattura marzo 2018, riscossa il 23.10.18, retribuzione relativa pagata il 11.6.18;

fattura aprile 2018, riscossa il 19.12.18, retribuzione relativa pagata il 25.10.18;

fattura maggio 2018, riscossa il 17.12.18, retribuzione relativa pagata il 18.12.18".

Sforzi economici che oggi il consorzio non sarebbe più in grado di fare. "Le successive fatture, da giugno ad oggi, non sono state pagate ed oggi il Consorzio non è più in grado di potere anticipare ulteriori somme - prosegue la nota. In data 3 gennaio 2019 il Consorzio comunicava al Comune la sospensione del servizio a tempo indeterminato, anche perché le lavoratrici avevano avvertito che, a causa del mancato pagamento delle retribuzioni, non sarebbero rientrate in servizio.

Ripreso comunque il servizio in data 21.1.19, alcune lavoratrici mettevano in atto una protesta eclatante, salendo sul tetto di un asilo per reclamare il proprio diritto alla retribuzione. Veniva richiesto un incontro urgente in Prefettura. Nel corso della riunione l'Assessore ai servizi sociali affermava che il Comune aveva liquidato al Consorzio nel periodo settembre/dicembre 2018 ben cinque mensilità affermando che si trattava del pagamento delle fatture relative ai mesi da gennaio a maggio 2018 ed inoltre che per l'anno 2019 non vi sarebbe stato alcun problema finanziario, stante “la sussistenza di adeguate risorse finanziarie do provenienza regionale e di un fondo di rotazione”.

Di contro il Consorzio faceva presente che i pagamenti effettuati non coprivano l'intera massa retributiva dei lavoratori e che la dichiarazione di dissesto del Comune aveva indotto gli istituti di credito a bloccare tutte le linee di credito e che pertanto non poteva più assicurare il regolare pagamento delle retribuzioni ed altresì la continuità del servizio. Ma c'è di più. A causa del dissesto finanziario del Comune, tutti i debiti relativi all'anno 2018 rientrano nella massa passiva e saranno analizzati dall'Organismo straordinario di liquidazione, che ancora non si è insediato. Infine, l'Assessore dichiarava che l'amministrazione non avrebbe potuto effettuare ulteriori pagamenti".

La cooperativa ribadisce dunque l'assenza di responsabilità nella sospensione del servizio. "Alla luce di quanto fin qui rappresentato, non può certo addebitarsi alcuna responsabilità in ordine al mancato pagamento delle retribuzioni, considerato che il Consorzio, formato da cooperative sociali, non possiede, né può possedere risorse finanziarie esterne ai proventi degli appalti, specie se il 95% delle somme stanziate in un appalto devono obbligatoriamente coprire il costo del personale addetto - si legge. A dicembre 2018, la Cooperativa è creditrice del Comune di Catania della somma di € 491.598,73 e nessun istituto bancario, a meno di condizioni insostenibili, è disposto ad anticipazioni su fatture, considerato il conclamato dissesto del Comune di Catania e la inesistenza dell'Organismo straordinario di liquidazione. Tutto quanto sopra è stato più volte rappresentato nel corso di tutti gli incontri.

Affermare oggi, gennaio 2019 che il Comune abbia fatto la sua parte, sol perché ha saldato le fatture fino a maggio 2018, è fuori dalla realtà, e che esista una responsabilità specifica del Consorzio nel mancato pagamento delle retribuzioni, ovvero che il Consorzio possa incorrere nelle sanzioni previste dalla gara di appalto è paradossale. Forse l'amministrazione dimentica che trattasi di un contratto a prestazioni corrispettive e il consorzio ha ottemperato, garantendo anche fino all'impossibile le obbligazioni a sua carico. Tanto non può dirsi invece del Comune che pretende di avere un servizio ma non provvede a corrispondere il corrispettivo, che in massima parte viene utilizzato per le spese del personale e il vitto dei fruitori del servizio stesso. Il Consorzio, contrariamente a quanto affermato, non si è reso latitante - conclude la nota - ma non può certo farsi carico di problematiche che non gli appartengono.

 

 

 

 

 

 


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