Processo Scarface, la sentenza William Cerbo condannato a 14 anni


il 11 Gennaio 2019 - 23:13

verdetto di primo grado

Processo Scarface, la sentenza
William Cerbo condannato a 14 anni

Nove condanne e sette assoluzioni. Pena di 3 anni e 6 mesi per il capomafia Nuccio Mazzei.

CATANIA - È stato condannato a 14 anni e 3 mesi di reclusione William Cerbo, l’imputato chiave del processo scaturito dall’inchiesta Scarface. Il Tribunale di Catania, presieduto dal giudice Roberto Passalacqua, dopo una lunga camera di consiglio ha letto poche ore fa la sentenza che chiude il primo capitolo processuale di una lunga e complessa vicenda giudiziaria che si è aperta nel 2014 quando scattò il maxi blitz che prese il nome dal famoso film di Brian De Palma. Un’ispirazione provocata dal fatto che Cerbo si era fatto costruire un trono simile a quello in cui si sedeva Tony Montana, interpretato nella pellicola da un indimenticabile Al Pacino, e aveva progettato una villa in perfetto stile “Scarface”. L’inchiesta della Guardia di Finanza, coordinata dal pm della Dda Andrea Bonomo, aveva fotografato gli affari legati ad alcune imprese (tra cui anche discoteche) gestite da Cerbo e dal padre Francesco (condannato a 8 anni, ndr) e i presunti legami con il clan Mazzei, in particolare con il capomafia Nuccio. Legami che hanno portato alle accuse di intestazioni fittizia e bancarotta fraudolenta. Il Tribunale ha escluso per quasi tutti gli imputati l’aggravante mafiosa ed ha emesso sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Nuccio Mazzei per l’accusa di associazione mafiosa. Il boss è stato già giudicato per lo stesso reato nel processo Target. Il padrino dei Carcagnusi, così sono conosciuti i Mazzei nella malavita di Catania, è stato condannato a 3 anni e 6 mesi per l’accusa di intestazione fittizia di una discoteca. Al cugino di Mazzei, Lucio Stella il collegio ha riconosciuto la continuazione con un’altra sentenza e lo ha condannato a 2 anni come aumento della pena già comminata. Uno dei tratti più inquietanti di questo lungo e delicato processo è stato il coinvolgimento del luogotenente della Guardia di Finanza Francesco Caccamo, condannato dal Tribunale a 3 anni e 6 mesi di reclusione.

LA SENTENZA. La prima sezione del Tribunale di Catania ha condannato Sebastiano Mazzei a 3 anni e sei mesi, Francesco Caccamo a 3 anni e 6 mesi, Francesco Ivano Cerbo a 8 anni, William Alfonso Cerbo a 14 anni e 3 mesi, Cirino Antonino D’assero a 3 anni e 6 mesi, Angelo Finocchiaro a 4 anni e 7 mesi, Rosario Guarnaccia a 3 anni e 6 mesi, Carmelo Panebianco a 2 anni e 6 mesi, Lucio Stella, 2 anni (riconosciuto come aumento ad altra condanna). Sentenza di assoluzione per Gaetano Cantarella, Gabriele Santi Di Grazia, Michele Di Grazia con la formula per non aver commesso il fatto. Klizia Cerbo, Monica Ciaravolo, Letteria Di Paola, Massimo Ippolito sono stati assolti invece perché “i fatti non costituiscono reato”. Il Tribunale fa ordinato la confisca del patrimonio sequestrato a William Cerbo e il dissequestro e la restituzione degli altri beni. Sono stati fissate in 90 giorni i termini per il deposito delle motivazioni.

LE DIFESE. Attendono di leggere le motivazioni gli avvocati Giuseppe Passarello e Alessandro Coco, difensori di William Alfonso Cerbo. “Prendiamo atto della sentenza pronunziata dal Tribunale di Catania nei confronti del nostro assistito - commentano a LiveSicilia i due avvocati - e riserviamo ogni approfondita valutazione al momento del deposito delle motivazioni, osservando però, sin d'ora, che l'assoluzione pronunziata per il reato di estorsione pluri-aggravata addebitata al predetto Cerbo e l'esclusione dell'aggravante dell'aver agito per agevolare l'associazione Mazzei, appaiono assolutamente distoniche - dichiarano i due legali - rispetto alla ritenuta appartenza dello stesso al clan. In ogni caso, preannunziamo la proposizione di appello avverso la citata sentenza per tutti i capi per i quali é stata pronunziata condanna”. L’avvocato Coco esprime invece ampia soddisfazione per la sentenza emessa nei confronti di Francesco Ivano Cerbo: “Il Tribunale ha correttamente assolto il mio assistito dal reato di associazione mafiosa ed ha escluso l'aggravante dell'aver agito per agevolare il clan Mazzei. In ogni caso, preannunzio appello per la condanna inflitta in ordine a tutta una serie di reati di intestazione fittizia, per i quali, in fase cautelare, già la Suprema Corte di Cassazione ed il Tribunale del Riesame in sede di rinvio ebbero ad annullare totalmente l'ordinanza di custodia cautelare in carcere in favore di Francesco Ivano Cerbo”. Si ritiene soddisfatto l’avvocato Luca Mirone “per la piena assoluzione del suo assistito Angelo Finocchiaro dal reato di associazione mafiosa come, peraltro, difensivamente sostenuto - commenta a LiveSicilia - sin dalla fase delle indagini e ciò nonostante un giudicato cautelare avverso. Manifesto soddisfazione - aggiunge - anche per il netto ridimensionamento dell'ipotesi estorsiva con la riqualificazione del reato in esercizio arbitrario delle proprie ragioni e con l'esclusione dell'aggravante mafiosa”. Mirone si ritiene soddisfatto “anche per l’altro assistito, Cirino Antonino D’Assero assolto da tutte le ipotesi di intestazione fittizia e per l'esclusione dell'aggravante mafiosa dal reato di bancarotta. Attendiamo, comunque, il deposito della motivazione - conclude l’avvocato - per ogni ulteriore valutazione di merito”. “La posizione del Mazzei esce fortemente ridimensionata rispetto al tema di accusa originario - commentano gli avvocati Salvo Pace e Francesco Antille, difensori di Nuccio Mazzei - In ogni caso leggeremo con attenzione la motivazione della sentenza che comunque lascia ampi margini alla difesa di interporre appello. Riteniamo che anche l’unica ipotesi di intestazione fittizia per la quale è intervenuta la condanna del tribunale - concludono i due legali - meriti una valutazione diversa” Piena soddisfazione è espressa anche dall’avvocato Alessandro Rosario Gualtieri per l’assoluzione del suo assistito, Santi Gabriele Di Grazia.


il 11 Gennaio 2019 - 23:13