Comitato per la Festa di sant'Agata: "Ecco come saranno le processioni"


il 10 Gennaio 2019 - 18:25

le celebrazioni

Comitato per la Festa di sant'Agata:
"Ecco come saranno le processioni"

Consegnati alla città di Catania gli ultimi regolamenti redatti dall'ente presieduto da Francesco Marano.

CATANIA - La “fase uno” può dirsi ufficialmente conclusa: il comitato per la Festa di Sant’Agata ha presentato oggi gli ultimi tre regolamenti chiamati a dare una codifica generale all’evento religioso “più grande d’Italia”. La cornice è quella del museo diocesano; al tavolo tutti i principali protagonisti della griglia organizzativa della macchina agatina, a partire da Francesco Marano, presidente dell’entità che dopo anni di incertezze ha messo pariteticamente allo stesso tavolo il Comune e la Chiesa catanese. Al suo fianco il commendatore Luigi Maina e monsignor Barbaro Scionti, parroco della Cattedrale.

Che la fase costituente sia ultimata lo dice anche la scelta editoriale di raccogliere in un unico libretto sia lo statuto che i sette regolamenti che il Comitato aveva annunciato al momento della fondazione, avvenuta nell’agosto del 2015, e che ora sono realtà. La prefazione (appena quattro paginette) spiega storicamente come e perché le due grandi istituzioni cittadine hanno deciso di mettere mano alla Festa. Festa che – il libretto però non lo rammenta esplicitamente – è stata martoriata da due vicende processuali di vasta portata: i procedimenti circa la morte del devoto Roberto Calì (avvenuta nel 2004) e quello sulle mai confermate infiltrazioni mafiose nella galassia agatina.

Quattro anni di lavoro serrati, dunque, chiamati a mettere assieme “tradizione e modernità” di una Festa ritenuta – nel bene o nel male – epifania della catanesità più verace. “I regolamenti servono a fugare le tante ombre del passato”, sottolinea Francesco Marano. “Era giunto il momento di guidare il cambiamento in direzione dell’ordine, della trasparenza e della legalità. Lungo questo percorso – spiega il presidente del Comitato – abbiamo sentito il consenso dell’intera cittadinanza”. Gli fa eco Barbaro Scionti, partecipe sul versante ecclesiastico di alcune riforme che l’arcivescovo Salvatore Gristina ha dettato in autonomia con l’apporto strategico di monsignor Gaetano Zito e di don Massimiliano Parisi: ultima in ordine di tempo la revisione degli statuti delle associazioni agatine, che fissa l’inconpatibilità tra l’iscrizione e la fedina penale macchiata. “La Festa è soprattutto la memoria di una donna che ha dato la vita per il Signore – ricorda Scionti – Il nostro compito come Chiesa è quello di insegnare come vivere cristianamente la devozione”.

Va dritto al cuore della riforme degli ultimi anni Giuseppe Barletta, vicepresidente del Comitato. Spiegando in particolare il contenuto del regolamento sulle processioni, ha detto: “Non abbiamo fatto altro che mettere su carta quelle prassi, quelle norme, che ci hanno insegnato i nostri padri e i nostri nonni”.  Dei tre regolamenti approvati di recente, quello sulle associazioni legate alla Festa istituzionalizza anche il ruolo delle “associazioni di legalità”. Un riconoscimento di fatto del ruolo esercitato in questi anni da Renato Camarda e dal Comitato per la Legalità nella Festa. E non solo, tra le pieghe dello statuto c’è anche l’istituzione del “tavolo di confronto” tra tutti i soggetti che partecipano all’organizzazione della macchina agatina. Proposta, anche questa, partorita in seno al comitato per la Legalità.


il 10 Gennaio 2019 - 18:25