Rivelazione atti e corruzione Le accuse al commissario Ferlito


il 06 Dicembre 2018 - 05:22

Inchiesta Aetna

Rivelazione atti e corruzione
Le accuse al commissario Ferlito

Il Forestale e commissario straordinario del parco dei Nebrodi tra i 26 indagati dell'operazione della Finanza.

CATANIA - È il numero 14 del lungo elenco di 26 indagati nell'inchiesta Aetna delle Fiamme Gialle che ha scoperchiato un presunto sistema di malaffare. C’è anche un rappresentante dello Stato nell'inchiesta che ha decapitato la parte sommitale dell'Etna e che ha visto finire agli arresti domiciliari non sono il padrone della Star Francesco Russo Morosoli ma anche altri nomi eccellenti tra cui il sindaco di Bronte Graziano Calanna. Si tratta di Luca Ferlito, Gianluca Ferlito come riporta l’ordinanza, commissario della Guardia Forestale di Catania e commissario straordinario del parco dei Nebrodi.

L'accusa rivolta al commissario è quella di divulgazione di Segreto d’ufficio e di corruzione. L’esponente della Forestale è infatti il firmatario di un verbale redatto il primo giugno 2018 in occasione di un controllo della Forestale “finalizzato ad accertare il rispetto delle prescrizioni dettate dall'ente Parco dell'Etna in relazione l'autorizzazione degli automezzi fuoristrada utilizzati dall’Ati Etna Mobility”, la ditta concorrente della Star di Morosoli, del cui contenuto avrebbe informato il presidente del Collegio Regionale Guide alpine e vulcanologiche, Biagio Ragonese inviandogli una bozza non ufficiale del documento ancora prima della comunicazione dello stesso agli enti competenti.

Secondo quanto riportato nell’ordinanza, Ferlito avrebbe chiuso un accordo preventivo con l’imprenditore Morosoli in ordine ia tempi e ai modi del controllo e “in generale”, si legge “per l'asservimento della funzione da lui esercitata agli interessi del gruppo imprenditoriale Russo Morosoli in violazione dei suoi doveri di imparzialità e correttezza”. In cambio Ferlito avrebbe ottenuto la possibilità di un pagamento con assegno postdatato e di una scontistica a favore di Messina Matteo Benedetto e Messina Antonino sui costi di riparazione di un automobile presso la Merid srl, della concessionaria di Russo Morosoli.

LE CONTESTAZIONI. Al commissario della Forestale sono contestati i reati di “rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio” (in concorso con Orazio Distefano e Biagio Ragonese) e di “corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio”, in concorso con Russo Morosoli. Con quest’ultimo, Ferlito avrebbe avuto rapporti confidenziali, come emergerebbe dalle conversazioni intercettate dagli inquirenti. In particolare, “a proposito dei controlli da effettuare sui mezzi dell’Ati Etna Mobility", aggiudicataria della concessione della pista rotabile di Piano Provenzana per la stagione 2018 e rivale della Star, “il Ferlito anticipava a Di franco (socio in affari di Morosoli), che avrebbe fatto un controllo a sorpresa”, alla ditta rivale.

I legami tra Ferlito e Morosoli, sarebbero evidenziati anche dall’intercettazione del 22 maggio 2018, durante la quale Vincenza Benza, segretaria della Merid srl, concessionaria di auto del gruppo Morosoli, comunicava a Russo di aver ricevuto un assegno post datato da parte di tale Matteo Messina che menziona alla segretaria proprio il nome del comandante della forestale per fare in modo che il pagamento fosse accettato. In quell’occasione, Morosoli avrebbe proposto anche uno sconto sull’importo della fattura.

Successivamente, si legge nell’ordinanza, il 19 maggio del 2018 “Distefano diceva a Ragonese Biagio di essersi sentito con Luca Ferlito e di aver concordato un controllo a sorpresa” per il successivo venerdì, 31 maggio 2018. Controllo effettuato il primo giugno, di cui riferisce Concetto Bellia nel corso di una conversazione con Daniele Sciuto. “Luca Ferlito direttamente è venuto, mi hanno detto i ragazzi che stato sopra con la macchina, ha controllato le guide …”. È da questa intercettazione che emerge la questione dell’affitto alla Forestale di alcuni locali in centro a Catania.“Considera che Russo ha affittato i locali dove avevano loro prima la Mercedes”.

I controlli della Forestale sarebbero stati, nel giro di poco tempo, tre o quattro. In relazione al verbale redatto da Ferlito, di cui chiedeva notizie Distefano, era stato informato Di Franco che comunicava a Morosoli che il documento “sarebbe stato inviato a breve in Prefettura”, che avrebbe dovuto prendere provvedimenti - vi era segnalata l’attività di una guida ambientale della Etna Mobility che avrebbe esercitato l’attività fuori dalle quote consentite, e sul quale, il collegio delle guide, presieduto da Ragonese, avrebbe fatto un esposto. Sulla vicenda sarebbe poi uscito un articolo.

Il verbale, sottoscritto da Ferlito, e tra gli altri anche da Distefano, dell’ente Parco dell’Etna, arriva in Prefettura il il 16 giugno 2018. “Ebbene . si legge ancora nell’ordinanza - in base a tali elementi, devono ritenersi gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di rivelazione di notizie di ufficio ma non anche di corruzione propria. Infatti, mentre risulta documentato che Ferlito e il Distefano, concordavano con il Ragonese e gli rivelavano notizie di ufficio segrete, relative al controllo da effettuare sulla ditta rivale Ati Etna Mobility, non può tuttavia ritenersi che “in cambio” il Ferlito avesse chiesto e ottenuto da Russo Morosoli Francesco un trattamento di favore del conoscente Messina (sconto e finanziamento mediante assegno post datato). Questo il motivo per cui per il commissario non sono state ritenute necessarie le misure cautelari.

 


il 06 Dicembre 2018 - 05:22