I boss del clan Santangelo Adranos, le richieste di pena


il 11 Ottobre 2018 - 11:05

processo abbreviato

I boss del clan Santangelo
Adranos, le richieste di pena

Pesanti le condanne chieste dal pm Andrea Bonomo. Alla sbarra anche un poliziotto infedele.

CATANIA - Non ci sono sconti. Il vecchio boss Alfio Santangelo, storico capomafia dei paesi dell’Etna, rischia 20 anni di galera. E la stessa condanna il pm della Dda Andrea Bonomo l’ha chiesta per i colonnelli che avrebbero supportato Santangelo nella sua linea di comando militare e mafioso: Antonio Quaceci, Nino Crimi, Salvatore Crimi e Gianni Santangelo. Sono pesantissime le richieste formulate dal magistrato per gli imputati del processo abbreviato scaturito dall’inchiesta Adranos che ha azzerato il clan Santangelo-Taccuni. La cosca che storicamente rappresenta ad Adrano la famiglia Santapaola-Ercolano.

Nella sua requisitoria il sostituto procuratore Andrea Bonomo ha sviscerato i tratti salienti dell’indagine condotta dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di Adrano. Gli investigatori hanno immortalato un potere mafioso radicato ma capace di rispondere alle nuove dinamiche criminali. E anche il vecchio boss decide di mettere la pistola nel cassetto e di intavolare una trattativa, quasi diplomatica, con il clan rivale per dividere gli affari. Meno pistolettate, meno riflettori puntati. E la torta si divide a metà. Le indagini hanno dimostrato che c’era un accordo per il controllo delle estorsioni all’interno del mercato ortofrutticolo di Adrano. E per sancire “la pax mafiosa” Santangelo, da vero padrino di altri tempi, decide di fare un regalo al boss degli Scalisi. Un video della Squadra Mobile immortala la consegna del dono. Una scena da film di mafia.

Adranos non a caso. Perché c’è anche il narcotraffico in questa inchiesta antimafia. Non rinunciano ai soldi facili della droga i Santangelo-Taccuni. E purtroppo gli investigatori scoprono il coinvolgimento di un poliziotto infedele, beccato con un piccolo carico di droga durante un controllo al casello di San Gregorio nel 2016. Francesco Palana, assistente Capo della Polizia di Stato, che rischia una condanna a 10 anni di reclusione, avrebbe avuto un diretto contatto con Salvatore Crimi per rifornirsi di stupefacente da rivendere nel messinese. E nella lista degli imputati del rito abbreviato c’è anche una vecchia conoscenza dell’opinione pubblica nazionale, Nicola Mancuso: l’uomo accusato di essere una delle mani assassine della giovane Valentina Salamone. Per Mancuso, che sta scontando una sentenza definitiva per droga, il pm Andrea Bonomo ha chiesto al Gup la condanna a 10 anni e 8 mesi di reclusione.

Ecco tutte le richieste di pena. Alfio Santangelo, 20 anni, Antonino Quaceci, 18 anni e 8 mesi, Nino Crimi, 20 anni, Antonino Bulla, 20 anni, Salvatore Crimi, 20 anni, Gianni Santangelo, 18 anni e 8 mesi, Vincenzo Rosano, 16 anni, Nicolò Rosano, 20 anni, Giuseppe La Mela, 20 anni, Antonino La Mela, 20 anni, Vincenzo Bulla, 16 anni, Salvatore Foti, 20 anni, Rosario Galati Massaro, 10 anni e 8 mesi, Ignazio Vinciguerra, 12 anni, Nicolò Trovato, 12 anni e 8 mesi, Maurizio Pignataro, 14 anni e 8 mesi, Salvatore Sangrigoli, 10 anni e 8 mesi, Nicola D’Agate, 9 anni e 4 mesi, Salvatore Quaceci, 8 anni, Nicola Mancuso, 10 anni e 8 mesi, Angelo Pignataro, 10 anni e 8 mesi, Biagio Trovato, 10 anni e 8 mesi, Antonino Foti, 9 anni e 4 mesi, Vincenzo Nicolosi, 9 anni e 4 mesi, Francesco Palana, 10 anni, Andrea Palmiotti, 9 anni e 4 mesi, Tindaro Giardina, 5 anni e 4 mesi e 40 mila euro di multa, Salvatore Piccolo, 5 anni e mesi e 40 mila euro di multa, Dario Valenti, 5 anni e 4 mesi e 40 mila euro di multa.


Il pm, infine, ha chiesto l’assoluzione di Marco Ricca per “non aver commesso il fatto”.

 


il 11 Ottobre 2018 - 11:05