Vinciguerra inchioda Nicotra: "Diecimila euro l'anno al clan"


il 10 Ottobre 2018 - 16:43

Le carte dell'inchiesta Aquilia

Vinciguerra inchioda Nicotra:
"Diecimila euro l'anno al clan"

Le rivelazioni dell'ex referente del "gruppo di Aci Catena" dei Santapaola finite nell'ordinanza del Gip.

CATANIA - Bisogna riavvolgere il nastro fino al 1993. L'anno dopo le stragi. L’allora sindaco Raffaele Pippo Nicotra, in barba ad un’ordinanza del Questore di Catania, andò a protestare dai carabinieri di Acireale
per chiedere che venisse revocato il divieto di celebrare i funerali di Maurizio Faraci, cognato di Sebastiano Sciuto, o meglio il boss Nuccio Cosca, capo indiscusso in quel periodo storico dei Santapaola dalle Aci a Giarre. E non si fermò a questo. L’ex primo cittadino, oggi finito dietro le sbarre del carcere di Bicocca con l’accusa di concorso esterno, non solo non rimosse i necrologi di Faraci ma si recò al cimitero per essere solidale con i familiari del mafioso.

Un comportamento che causò lo scioglimento per mafia del comune catenoto. “A carico dell'attuale sindaco, Raffaele Nicotra, sono emersi inequivocabili collegamenti con pregiudicati di Aci Catena, legati alla nota famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano”, si leggeva in quel decreto di oltre 20 anni fa. Parole che sembrano rimarcare dunque un presunto legame decennale tra Cosa nostra e Nicotra, che nel frattempo ha occupato per due legislature la poltrona all’Assemblea regionale siciliana (anche grazie -  secondo la magistratura - ai voti della mafia).

Nel mirino della Procura di Catania l’ex parlamentare regionale era finito già dieci anni fa, non vi erano però prove sufficienti all’azione penale. Ma il quadro che era venuto fuori dalle indagini poi è stato riscontrato dalle parole del super boss Santo La Causa che nel 2012 decide di affidare le sue confessioni alla magistratura catanese. Ed oggi, leggendo le oltre 300 pagine dell’ordinanza firmata dal Gip Santino Mirabella, si scopre che Pippo Nicotra aveva incontrato il reggente dei Santapaola durante la sua latitanza nel 2008. Ricordiamo che Santo La Causa è stato arrestato dai carabinieri nel 2009 nel corso di un summit con tutti i vertici della famiglia catanese di Cosa Nostra. Incontro con il boss mafioso che sarebbe stato confermato dallo stesso Nicotra nel corso di un’intercettazione nel 2013.

Il mosaico però comincia ad essere più nitido nel 2015 quando nelle file dei collaboratori entra Mario Gaetano Vinciguerra, 48 anni, referente del gruppo di Aci Catena dei Santapaola. Le rivelazioni del pentito tracciano inquietanti e presunti rapporti tra l’imprenditore politico e l’ex boss. E oltre all’appoggio elettorale ci sarebbe stato un appoggio costante dell’ex deputato Ars alla “famiglia”. “Dava somme fisse di 10.000 euro l’anno - racconta Vinciguerra - ma secondo le nostre esigenze era in grado di darci anche più soldi. Lui si è sempre messo a disposizioni perché era interessato ai voti che il clan poteva procurare”.

Come nasce il rapporto con il clan? Vinciguerra nella calda estate del 2015 vuota il sacco: “Io sono uscito dal carcere il 13 dicembre 2001. Pochi giorni prima erano stati arrestati molti esponenti del mio gruppo e uscendo mi sono, pertanto, trovato senza riferimenti: mi sono quindi rivolto ad Alfio Brancato (detto Alfio Pio) e Giuseppe Rogazione (tra gli indagati del blitz Aquilia) ai quali ho chiesto se erano disposti a darmi una mano per gestire il clan. Il primo a cui ho pensato di chiedere soldi era proprio Pippo Nicotra dal quale sono andato già nel dicembre del 2001”.

Vinciguerra poi elenca le varie consultazioni elettorali in cui i Santapaola avrebbero supportato Nicotra. “Quando occorreva raccogliere i voti per Nicotra tutti gli uomini del clan si muovevano, direttamente per raccogliere i voti nel nostro territori. Alfio Pio pagava anche direttamente gli elettori con somme intorno ai 100 euro. Anche i Laudani davano una mano per trovare i voti per Nicotra e poi il mio clan corrispondeva delle somme di danaro per ringraziare”.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Carmelo Zuccaro, dall’aggiunto Francesco Puleio e dal pm della Dda Marco Bisogni, si focalizza principalmente su due tornate elettorali: le regionali del 2008 e del 2012. Nicotra è accusato di aver “pagato” pacchetti di voti ai Santapaola per ottenere il loro appoggio, utile a conquistare lo scranno all’Ars.


il 10 Ottobre 2018 - 16:43