La mafia e il pizzo alle discoteche Incastrati gli uomini dei Cappello


il 13 Gennaio 2018 - 10:46

Mafia

La mafia e il pizzo alle discoteche
Incastrati gli uomini dei Cappello

La piaga del pizzo sui locali notturni.

CATANIA - Lo hanno pizzicato mentre consegnava 1000 euro all'esattore. Le cimici della Squadra Mobile hanno immortalato lo scambio di denaro tra la vittima, il titolare di alcune note discoteche catanesi, e l'estortore. I polizotti hanno arrestato in flagranza Kristian Zappalà e poi hanno fermato Francesco Salvo, detto Ciccio, fratello del boss dei Cappello-Bonaccorsi Massimiliano Salvo, a cui è stata notificata l'ordinanza di custodia cautelare in carcere dove è ristretto al 41bis. L'operazione di polizia giudiziaria si è svolta in realtà qualche settimana fa ma è stata resa nota solo oggi dalle forze dell'ordine. Si è voluta attendere la convalida da parte del Gip Di Giacomo Barbagallo dei due provvedimenti. Il Giudice ha ritenuto inutili i tentativi di difendersi da parte dei due indagati che hanno motivato la consegna del denaro come un "prestito".

Ciccio Salvo, facendosi portavoce del fratello boss Massimiliano, avrebbe chiesto al titolare della nota discoteca il pagamento di 1000 euro al mese per "la protezione" del locale nella stagione invernale da novembre 2017 ad aprile 2018. Una volta preso l'appuntamento per la consegna della somma gli investigatori della sezione Antiracket della Squadra Mobile hanno messo a punto la trappola. Poco dopo mezzanotte è arrivato in discoteca Kristian Zappalà che si è appartato insieme all'imprenditore in una stanza dove è avvenuta la consegna dei contanti. Le intercettazioni non hanno lasciato adito a dubbi ai poliziotti in ascolto in diretta. Gli investigatori sono intervenuti e hanno fatto scattare le manette. I mille euro in contanti erano nella tasca di Zappalà.

L'imprenditore ha collaborato con gli investigatori ed ha raccontato i contatti, le richieste estorsive e cristallizzato la consegna del pizzo. Non sono mancate le minacce da parte di Ciccio Salvo: per evitare problemi in discoteca e disordini, come in realtà era già avvenuto nella stagione passata, si doveva pagare una somma di denaro. Inoltre l'imprenditore ha raccontato che nelle stagioni precedenti era stato direttamente il boss dei Cappello Massimiliano Salvo, detto U Carruzzeri, che gli aveva raccomandato di versare il 20% degli incassi e non avrebbe avuto problemi. Il boss dei Cappello però esattamente un anno fa è stato arrestato nel blitz Penelope che ha azzerato la cosca. A quel punto al suo posto in discoteca si sarebbe presentato il fratello Ciccio, ricordandogli l'accordo con il fratello Massimiliano.

Il Tribunale del Riesame ha confermato l'ordinanza nei confronti di Ciccio Salvo, difeso dall'avvocato Giorgio Antoci, e di Kristian Zappalà, difeso dall'avvocato Salvo Leotta. Deciderà a breve invece sul ricorso presentato dai difensori di Massimiliano Salvo, gli avvocati Giorgio Antoci e Davide Giugno. I tre devono rispondere di estorsione aggravata dal metodo mafioso.


il 13 Gennaio 2018 - 10:46