Il Jammer colpisce ancora Ma esiste "l'antidoto"


12 Gennaio 2018 - 12:18 10.198

il racconto

Il Jammer colpisce ancora
Ma esiste "l'antidoto"

Si moltiplicano i furti, in particolare nella zona di Corso Italia.

CATANIA - Si chiama jammer e ha tutte le carte in regola per trasformarsi nel nuovo incubo degli automobilisti etnei. Al bando furti con scasso e finestrini rotti. Ai malintenzionati dell’era moderna piace agire con “discrezione”. Basta, infatti, l’azione di un disturbatore di frequenza qualche istante prima di premere il telecomando della nostra auto per neutralizzarne il segnale. In poche parole, grazie ad un elementare dispositivo elettronico ci si può ritrovare in pochi secondi all’interno di un abitacolo alla ricerca di ciò che per fretta o distrazione il proprietario ha lasciato dentro.

“Per accompagnare i miei figli all’asilo nido – racconta Serena Vanella, mamma catanese di due bambini - avevo parcheggiato l’auto sulle strisce blu in una traversa di corso Italia, esattamente in via Carnazza. Quella mattina ero carica più che mai di zainetti e cambi da consegnare alle maestre. Così, dovendo tenere in braccio il più piccolo e dare la mano al più grande, ho pensato visto i pochissimi minuti che avrei impiegato per fare il tutto, di lasciare la borsa in macchina. Sarò stata via al massimo cinque minuti, ecco perché all’inizio ho fatto davvero fatica a pensare che qualcuno avesse indisturbato prelevato le mie cose. La conferma l’ho avuta quando ho scoperto che diversi familiari dei bambini iscritti all’asilo nido avevano già subìto furti con la stessa modalità. Mi sono recata dai carabinieri per denunciare il fatto ma, a distanza di qualche giorno, della mia borsa e del portafogli con dentro soldi, carte di credito e documenti nessuna traccia. Avrò subìto un danno complessivo di 600 euro e ciò che fa più rabbia è che qualcuno mi sia passato accanto scrutando me e i miei figli, approfittando della situazione per crearmi disagi e preoccupazioni. Visto che le zone prese di mira sono note alle autorità – conclude Serena - spero solo che vengano effettuati dei controlli mirati dal personale preposto per salvaguardare realmente la sicurezza e la serenità dei cittadini corretti che ogni giorno fanno il proprio dovere sfidando la precarietà del lavoro”.

E casi come quello accaduto in pieno centro a Catania stanno diventando all’ordine del giorno anche all’interno delle aree di sosta dei centri commerciali etnei. Il trucco è quindi quello di non farsi incantare dai clic sonori o dalle spie che si illuminano dopo aver azionato la nostra chiave elettronica. Se un jammer è in zona la portiera della nostra macchina potrebbe essere rimasta aperta, ergo, molto meglio verificare personalmente se l’auto è chiusa o meno.

“Avevo parcheggiato – dice Riccardo Pulvirenti, ingegnere informatico di Catania – l’auto in una traversa di viale Ionio, precisamente in via Salemi. Raggiungo la colonnina a pochi metri per effettuare il ticket e, come per magia, non trovo più il mio zaino in macchina. All’inizio ti viene da pensare di averlo dimenticato magari a casa, ma ero troppo sicuro di averlo portato visto che all’interno vi era tutta l’attrezzatura necessaria per trascorrere il mio sabato mattina di relax in sala di registrazione. In cinquanta secondi ho perso cellulare, referti medici, cuffie e soprattutto il mio pc contenente spartiti musicali, le foto del mio matrimonio e del viaggio di nozze. In poche parole un danno economico e soprattutto affettivo che ti lascia l’amaro in bocca. Ho denunciato il furto e ho provato a cercare ciò che mi hanno rubato al mercatino delle pulci, ma niente. Per non avere più problemi del genere, a breve, sarò costretto a dotare la mia auto di dispositivo anti-jammer. Un sistema che ti segnala possibili interferenze. L’unico modo, al momento, per salvaguardare autonomamente i propri affetti personali”.


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