Il lancio, lo schianto, la tragedia Caltagirone piange Giulio


il 12 Agosto 2017 - 05:15 13.243

l'ultimo volo

Il lancio, lo schianto, la tragedia
Caltagirone piange Giulio

Il paese si ferma per la morte del giovane paracadutista.

CALTAGIRONE – Il paese si ferma per la tragica morte di Giulio. Un lancio nel vuoto con il paracadute, poi lo schianto al suolo. Se n’è andato così Giulio Massarotti, facendo quello che amava. La passione per il paracadutismo l’aveva nel sangue tanto da farla diventare un mestiere. Almeno una volta a settimana Giulio volava nel cielo di Caltagirone. Istruttore di volo formatosi nella scuola Sunflyers, imprenditore del settore, il trentasettenne calatino lascia un vuoto incolmabile nelle persone che lo hanno conosciuto.

 Le ipotesi sulla dinamica dell’incidente, ancora da ricostruire con precisione, lasciano tutti ammutoliti. Nei prossimi giorni si avranno maggiori dettagli anche perché i carabinieri sono lavoro dopo il sequestro della telecamera, del casco e del paracadute del ragazzo. Oggi il paese è incredulo.

“Una tragedia assurda”, dicono in tanti ma i più commentano con un eloquente “non ci sono parole”. “Se n’è andato un ragazzo buono, dolce e affettuoso”, scrivono gli amici di una vita sui social. “Il dolore ci devasta”, lo piangono i compagni di avventure in volo. Gli ultimi attimi di vita del trentasettenne li prova a raccontare il ragazzo che Giulio in volo stava filmando mentre si cimentava, coadiuvato da un assistente, all’atterraggio. Quella dei filmati in volo, infatti, era l’altra grande passione di Giulio. “Scendeva molto velocemente, poi l’ho perso di vista”. Che sia stato il vento o una manovra sbagliata a causare il violento impatto quello che resta è una giovane vita spezzata. Tantissimi i messaggi di cordoglio dei calatini che si stringono ancora una volta a Giulio e alla sua famiglia molto nota in paese per la propria attività imprenditoriale che da ieri sera piange sulla salma dell'amato figlio. “Cieli blu”, scrivono i tanti che con Giulio hanno condiviso la passione viscerale per il paracadutismo.

Poi ci sono gli amici come Francesco che le parole riescono a trovarle seppure in mezzo a un dolore sconfinato. “Leggero come l'aria che tagliava veloce durante i suoi voli, limpido come il cielo che sfiorava ogni volta che staccava i suoi piedi dalla terra per raggiungere un gradino sotto le nuvole quel suo angolo di felicità e passione”, spiega Francesco. "La luce dei suoi occhi contagiava chi, come me, conosceva Giulio. Un ragazzo, uomo e bambino contemporaneamente. Maturo e onesto con tutti come solo un vero uomo sa essere, allegro di un’allegria contagiosa che immutata ha portato con se dagli anni spensierati dell'adolescenza e bambino nella sua più alta e nobile delle sue accezioni. Giulio era un buono e persona generosa come solo, disinteressatamente un bambino può e sa essere”.

 

 

 


il 12 Agosto 2017 - 05:15 13.243